GLI "ERRORI" STRUTTURALI DELL'EURO

L’euro è un mezzo di scambio che contiene, nel processo di emissione, degli errori strutturali appositamente inseriti dai Grandi Usurai internazionali per portarlo a malfunzionare.

Questo difettoso funzionamento viene ulteriormente aggravato dal fatto che sia arbitrariamente tenuta in circolazione una quantità di denaro insufficiente (scarsità artificiale programmata) a soddisfare le più normali esigenze, e che venga deliberatamente consegnata ai centri di potere (classe politica governativa e suo intorno, banche e multinazionali) che già ne gestiscono in abbondanza, invece che alla parte più attiva o bisognosa della popolazione.

Questa distorsione nel funzionamento porta l’euro a polarizzare sempre più nelle mani della classe speculatrice dominante (che non produce nessun bene materiale utile, ma si è impossessata del privilegio dell’emissione monetaria grazie alla complicità della classe politica) la maggior parte della ricchezza nazionale prodotta dal popolo lavoratore. Il tessuto sociale viene pertanto lacerato e diviso in due poli opposti, con il polo superiore dominante a vivere di rendita sfruttando la parte più debole e numerosa della popolazione, alla quale rimane l’onere di svolgere tutto il lavoro fisico.

La Grande Usura internazionale riesce a creare arbitrariamente all’interno dell’organizzazione sociale delle condizioni per le quali risulta impossibile alla classe lavoratrice, obbligata a chiedere denaro in prestito per attivare delle imprese, ripagare il debito contratto con gli Istituti di Credito autorizzati ad emetterlo. In estrema sintesi, le banche private, avendo il monopolio dell’emissione sia dell’euro che del credito, mettono in circolazione una moneta che nasce come un debito (primo grave errore strutturale) che il popolo inconsapevole dovrà cercare di ripagare in una vita di lavoro. Sarà comunque un tentativo vano, dal momento che i Grandi Usurai proprietari del sistema bancario, mettendo in circolazione il capitale da investire in attività produttive, ma non il relativo interesse generato, rendono matematicamente impossibile (secondo grave errore strutturale) la restituzione del debito, notoriamente composto da capitale più interesse. Per tentare di pagare anche l’interesse, altri debiti devono incessantemente essere contratti per far entrare altro denaro in circolazione: ma se i prestiti vengono volutamente negati per far circolare una quantità di moneta assolutamente insufficiente (terzo errore), come potrà mai la popolazione pagare i debiti e sopravvivere?

Non potrà: sarà costretta a scegliere tra consegnare ai banchieri le proprietà immobiliari ipotecate o suicidarsi. Oppure, optare per entrambe le opzioni: perdere la casa e suicidarsi.


L’euro non assolve quindi il compito di distribuire equamente il reddito nazionale tra tutti gli abitanti, anzi, è lo strumento che permette alla classe speculatrice di vivere di rendita sul lavoro della parte più debole e numerosa della società, costringendola pure all’indigenza. Inoltre, da quando i Grandi Manovratori hanno disegnato, a loro uso e consumo, un mondo globalizzato nel quale i capitali si possono spostare con un click sul computer, il denaro raccolto localmente viene immediatamente dirottato verso luoghi lontani che permettono rendite finanziarie più rapide e sostanziose, lasciando un vuoto monetario nella comunità. Questa mancanza di liquidità finisce col paralizzare l’economia locale.


Ecco che l’ingresso in scena di una moneta complementare che riesca a riavviare gli scambi di merci e servizi tra produttori e consumatori locali diventa necessario.

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