LETTERA APERTA AL GOVERNATORE DELLA SARDEGNA

Gentile Christian Solinas, con un sincero desiderio di contribuire umilmente al miglioramento delle condizioni di vita nella nostra Isola meravigliosa e nel rispetto della carica di Governatore della Regione Sardegna, indirizzo a Lei questa lettera aperta con la speranza che le osservazioni in essa contenute possano in qualche modo essere utili.

Rileggendo gli studi di numerosi personaggi del passato e/o contemporanei sui meccanismi dell'emissione monetaria nel mondo occidentale, non si può evitare di notare numerose incongruenze che, mentre conducono all’accumulo di enormi ricchezze nelle mani di pochissimi individui, riducono in povertà fasce sempre più ampie di popolazione.

I fatti che vorrei sottoporre alla Sua attenzione, oggettivamente incontestabili e di pubblico dominio per l’esistenza di vasta letteratura in materia e inequivocabili dichiarazioni ufficiali rilasciate dalle stesse Banche Centrali, sono i seguenti:

a) la moneta, sotto forma di banconote in euro o credito, viene emessa in Italia dal Sistema Europeo delle Banche Centrali (Banca Centrale Europea in collaborazione con la Banca d'Italia) e dalle banche commerciali ordinarie sparse su tutto il territorio nazionale. Costituiscono una eccezione le monete metalliche, rappresentanti una esigua percentuale del circolante, che vengono coniate dalla Zecca di Stato;

b) la moneta nasce come prestito ad interesse erogato dal Sistema Bancario ad un privato, società o Ente richiedente che, nell'atto del ricevere, si trasformano in debitori;

c) il debito creatosi, capitale + interesse, è sempre maggiore del prestito, costituito dal solo capitale erogato.

I meccanismi di emissione monetaria appena esposti portano alle seguenti logiche conseguenze:

per ogni 100 euro di capitale erogato come prestito dal Sistema Bancario, la Società Civile deve restituirne 110: capitale 100 + interessi (diciamo, per semplicità di calcolo, 10%) 10 = 110.

Entrano 100 euro e 110 dovrebbero uscire: dico dovrebbero, perché in una economia che utilizza come mezzo di scambio una moneta che nasce unicamente nell’atto di essere prestata ad interesse, nessuna comunità può riuscire a restituire più denaro di quanto ne esista in circolazione.

Infatti, dal momento che tutta la moneta nasce come prestito (solo capitale 100), il debito è matematicamente inestinguibile in moneta legale, non essendo entrati in circolazione i 10 corrispondenti agli interessi: solo 100 sono disponibili.

Prima paradossale conseguenza: nella Società Civile non c'è mai in circolazione denaro sufficiente a soddisfare le esigenze primarie dei cittadini e contemporaneamente saldare (in moneta) tutto il debito esistente.

Seconda paradossale conseguenza: essendo la carenza di moneta non occasionale ma costantemente presente, è insito nel vigente sistema monetario il fallimento di un determinato numero di privati, società o addirittura lo Stato. Una non trascurabile percentuale di imprenditori sarà, obbligatoriamente e a propria insaputa, destinata a fallire indipendentemente dalle proprie capacità imprenditoriali.

Ecco perché i pignoramenti (ai privati) e le privatizzazioni agli Stati diventano inevitabili.

Terza paradossale conseguenza: dal momento che tutta la moneta esistente è un debito verso il Sistema Bancario, nell'attuale sistema monetario la Società Civile più è ricca di denaro circolante, più è nel suo insieme indebitata; più è indebitata, più la società nel suo insieme dispone di denaro.

Ultima paradossale conclusione: immaginiamo che tutti (privati, aziende, Comuni e Stato) riuscissero a saldare i propri debiti. Tutta la moneta rientrerebbe nel Sistema Bancario dal quale proviene e al quale, nascendo come debito, deve obbligatoriamente tornare: in circolazione non rimarrebbe un solo centesimo.

Economia paralizzata, nessuna compravendita possibile, trasporti paralizzati, educazione e sanità impossibili da gestire: niente potrebbe più funzionare.

Incredibile, no?

Nel vigente sistema monetario la comunità umana, per poter sopravvivere, deve essere (contemporaneamente, obbligatoriamente e perennemente) indebitata e nell'impossibilità matematica di poter saldare ogni debito. È chiaro che l’attuale sistema è insostenibile nel lungo termine. Lo era già prima del lockdown, e le crisi ricorrenti ne erano il sintomo palese. Lo è ancor più oggi con l’inevitabile e crescente collasso economico che stiamo vivendo.

Concentriamo ora il discorso sulla nostra meravigliosa Terra di Sardegna.

Il territorio che abbiamo la fortuna di abitare offre abbondanti risorse naturali per permettere una vita dignitosa a tutti i nostri conterranei. Il benessere non trova origine nell’euro, ma proviene dal lavoro di trasformazione e intelligente utilizzo delle risorse disponibili nel territorio. L’euro produce unicamente lusso per pochi e miseria per i più.

L’oro è il lavoro.

L’agricoltura è la base dell’economia.

Economia è riempire le pance delle persone, metterle un tetto sopra la testa, vestirle. (Ezra Pound)

Un popolo autosufficiente dal punto di vista alimentare è un popolo libero.

Il buon clima, le splendide spiagge, i paesaggi dell’entroterra isolano ancora incontaminati, il patrimonio archeologico, i cibi ricchi di sapori, l’artigianato, il turismo, la pace e un ritmo di vita a misura d’uomo sono i nostri valori aggiunti.

Risorse sostenibili e compatibili per un futuro sereno.

L’alto livello tecnologico oggi disponibile, tale da permettere un benessere diffuso a qualsiasi comunità, fa apparire ingiustificabile la sofferenza inflitta ad ampie fasce di popolazione. Il disagio sociale ha raggiunto livelli umanamente insopportabili per chi ha la fortuna di essere ancora sufficientemente sensibile da percepirlo.

Con l’emissione di una moneta complementare c’è la possibilità di offrire un dignitoso posto di lavoro agli oltre centomila disoccupati sardi, senza entrare in contrasto con i trattati internazionali o con le leggi nazionali. Con la semplice attivazione di un mezzo di scambio locale si possono soddisfare le esigenze primarie di ogni Essere Umano: l’alimentazione quotidiana garantita per sé e per i propri cari, una dignitosa casa d’abitazione in cui vivere, un abbigliamento adeguato per mantenere una temperatura corporea ideale in ogni periodo dell’anno.

Non abbiamo euro?

Con l’emissione a costo zero di un mezzo di scambio tutto nostro, che non ci indebita con chicchessia, complementare all’euro e che circola all’interno dei confini regionali, si può eliminare la disoccupazione dalla Sardegna in maniera definitiva.

Per sempre !!

I tempi sono ormai maturi, l’emissione di monete complementari si va velocemente diffondendo e la materia è più che mai attuale.

Non ci possono essere pace e serenità all'interno della comunità umana in assenza di giustizia sociale.

Mi metto umilmente a disposizione per presentarLe copia del Progetto Nuraghes (Moneta Regionale Sarda – Rete Buoni Comunali), che Lei potrà visionare personalmente ed eventualmente sottoporre all’esame di esperti per comprovarne l’attuabilità all’interno di una cornice giuridica in assoluta sintonia con leggi e trattati internazionali.

Visto le potenzialità rivendicate nel programma (il soddisfacimento delle esigenze primarie per tutti i disoccupati sardi), La invito gentilmente a prenderne visione e, possibilmente, aprire un pubblico dibattito sincero e costruttivo, aperto a tutte le parti sociali.

Senza pregiudizi o preclusioni politiche: per il bene della nostra amata Terra di Sardegna e di tutti i nostri conterranei.

Cordialmente,

paolo maleddu

Torregrande (Oristano), domenica 7 Giugno 2020

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  • Nuraghes Circuito Buoni Comunali
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(sito in costruzione)

 

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