PROGETTO NURAGHES

MONETA REGIONALE SARDA – RETE BUONI COMUNALI

 

In Sardegna ci sono oltre 100 mila disoccupati. Tra queste centomila persone, c'è un numero

elevato di nuclei familiari che vivono condizioni di grande disagio economico. Ognuno di noi è

sicuramente a conoscenza di amici, parenti o semplici conoscenti in palese difficoltà.

La Sardegna è una Terra ricca di risorse naturali, con pochi abitanti: ci sono tutti i presupposti

per cui il nostro territorio possa permettere una vita serena, al riparo dai grandi problemi, a tutti

coloro che vi abitano.

Attribuendo, senza possibilità di dubbio alcuno, i motivi della crisi economica alla programmata

carenza di denaro in circolazione impostaci per precisi motivi che non sono comunque oggetto

della presente proposta, la soluzione, parziale ma altamente efficace, sta nell'aumentare la

liquidità monetaria esistente.

L'emissione di un mezzo di scambio localmente accettato, facilita la circolazione delle merci

prodotte sul territorio, permettendo di dare un lavoro dignitoso a tutti i disoccupati, organizzati

per produrre beni e servizi che loro stessi, e il resto della popolazione sarda, possano comprare

e consumare.

Di questo si occupa il Progetto Nuraghes – Moneta Regionale sarda : riuscire a convincere la

Regione Sardegna o una Rete di Comuni Sardi di quali incredibili benefici possa godere l'intera

comunità isolana con l'emissione un simbolo monetario che vada a riempire, almeno

parzialmente, il vuoto monetario all'origine di tanta incomprensibile sofferenza.

Obiettivo del Progetto Nuraghes

L'obiettivo del presente progetto è quello di offrire a tutti i disoccupati senza alcun reddito, e in

generale alle persone in difficoltà economiche, un lavoro retribuito in Nuraghes, Buoni Comunali

o Regionali sardi. L'erogazione di questi Buoni come retribuzione del lavoro svolto sarà attivata

in modo tale da assicurare a ciascun membro della nostra comunità regionale la possibilità di

soddisfare pienamente le esigenze primarie di ogni Essere Umano: l'alimentazione quotidiana

garantita per sé e per i propri cari, una dignitosa casa di abitazione in cui vivere, un

abbigliamento adeguato in ogni periodo dell'anno per mantenere la temperatura corporea

ideale.

Ogni territorio ha potenzialmente in sé la capacità di dare sostentamento alle genti che lo

abitano: se così non fosse nessuna popolazione primitiva vi avrebbe mai messo radici.

Qualsiasi territorio ha proprie particolari risorse da valorizzare e da cui trarre nutrimento.

L’economia è una oculata ripartizione tra tutti i membri di una comunità (famiglia, città, regione,

Stato ...) dei mezzi di sostentamento disponibili, per soddisfare bisogni individuali e collettivi. In

una economia familiare saranno i membri della famiglia a beneficiare di una equa ripartizione

della ricchezza o dei pochi beni disponibili. In una economia regionale o comunale, l’obiettivo

sarà quello di far arrivare a tutti i componenti di tali comunità i benefici, giustamente ripartiti,

derivanti dallo sfruttamento dei beni comuni. L'esatto contrario di ciò a cui stiamo assistendo

con la globalizzazione in atto a livello mondiale: lo sfruttamento da parti di pochi delle risorse di

tutti.

In una comunità non numerosa come la nostra, nessuno dovrebbe restare escluso dal

benessere minimo raggiungibile, se non per propria scelta. Se anche un solo nostro

conterraneo avesse difficoltà a soddisfare le esigenze primarie di ogni essere umano, significa

che la comunità nel suo insieme non funziona come dovrebbe, non riuscendo a far giungere ad

ogni suo membro la parte spettante di ricchezza prodotta dallo sfruttamento dei beni comuni

esistenti nel territorio.

Non potendosi liquidare in poche righe il concetto di beni comuni, col proposito di rilevarne la

dovuta importanza e suscitarne l'interessamento, inserisco un commento tratto dal libro di Ugo

Mattei “Beni comuni. Un manifesto”, di cui certamente consiglio la lettura.

“UN FUTURO COMUNE O NESSUN FUTURO”, scrive giustamente Ugo Mattei.

 

“Come il fanciullo dipende per il suo nutrimento dal rapporto con la madre, così ciascun

individuo dipende per la sua sopravvivenza dal rapporto con gli altri, con la comunità, con la

terra, con l'ambiente”.

Dare un lavoro, l'alimentazione quotidiana garantita e una casa a ciascun nucleo familiare della

nostra comunità dovrebbe essere l'obiettivo principale di una consapevole Amministrazione

Regionale. Tutto il resto passa in secondo ordine. Sono le esigenze primarie di ciascuno di noi;

un diritto, non certo un lusso superfluo. Garantire l'alimentazione e un tetto sicuro sopra la testa

significa restituire dignità, autostima e gioia di vivere a tutti coloro che vivono, non per causa

loro e senza fondati motivi, situazioni di grande disagio.

Attivando intelligentemente un Circuito di Buoni Regionali o Comunali, qualsiasi residente in

Sardegna che abbia la disavventura di perdere il lavoro, non dovrà avere di che disperarsi:

saprà che in qualsiasi momento c'è ad attenderlo un altro lavoro disponibile, magari più

piacevole e soddisfacente del precedente appena perso. É questo il senso di vivere in comunità

con il nostro prossimo: contribuire con il proprio talento ed il proprio lavoro al comune

benessere, prosperare tutti assieme. Risolvere, con l'aiuto reciproco, i problemi che si

presentano, trovando possibilmente ogni soluzione al proprio interno, localmente.

Legalità e fiscalità

L'intero progetto sarà naturalmente realizzato all'interno di una cornice normativa

assolutamente legale.

Impatto sociale: numero di persone coinvolte

Si stima di poter dare un lavoro retribuito in Nuraghes a tutti i centomila disoccupati sardi.

Considerando che una gran parte dei nuovi assunti potrebbe avere una moglie o un figlio a

carico, vanno tenuti in grande considerazione e l'impatto sociale che può avere nella nostra

regione il poter disporre in modo intelligente di una forza lavoro di centomila persone, e gli

immediati benefici materiali e psicologici (liberazione da ansia e incertezza per il futuro) portati a

un così consistente numero di nostri conterranei.

Il seguente è un elenco, probabilmente incompleto, delle principali attività nelle quali impiegare

la forza lavoro che si renderà disponibile:

1- Un Consiglio Direttivo di coordinamento dell'intero progetto, formato da un pool di persone

competenti in differenti discipline, indipendente dalla Regione Sardegna (onde evitare di

gravare l'Amministrazione Regionale di ulteriori compiti) ma allo stesso tempo in stretto contatto

con i vari assessorati regionali. Importante e auspicabile il coinvolgimento, come già detto, delle

associazioni di volontariato e dei più importanti ordini professionali. Da tener presente che i

professionisti (in pensione o ancora in attività) e i membri delle associazioni di volontariato,

possono anch'essi essere tutti gratificati con un compenso (occasionale o continuativo, secondo

il rapporto) in Nuraghes. Compito principale del Consiglio Direttivo sarà naturalmente quello di

sovraintendere al coordinamento e alla gestione delle numerose iniziative da intraprendere e

del consistente numero di persone coinvolte. Tra i compiti più importanti, quello di allestire una

Cassa Regionale (un semplice centro di elaborazione dati) per gestire l'erogazione dei Buoni

regionali e monitorarne il flusso. Indispensabile, nel caso specifico, l'apporto di ex direttori e

funzionari di banca con una adeguata esperienza.

2- Un numero adeguato di Cooperative agricole (o eventuali altre forme associative) con una

produzione da vendere principalmente in grandi mercati alimentari opportunamente dislocati

sull'intero territorio isolano. Gli spazi di vendita dei mercati vengono ceduti in affitto mensile a

prezzi simbolici, 50/100 Nuraghes, anche ad eventuali produttori non facenti parte delle

cooperative.

3- Un numero adeguato di Centri Ristoro, possibilmente adiacenti ai Mercati o nelle immediate

vicinanze, dotati di ristorante, bar caffetteria, pizzeria, pasticceria, gastronomia, lavorazione di

pasta fresca e forno del pane.

 

4- Un numero necessario di cooperative edili sotto la guida di impresari capaci per costruire:

a) i mercati civici sparsi su tutta la regione;

b) un consistente numero di case da dare in affitto o a riscatto ai lavoratori che ne avessero

necessità;

c) c) una Casa della Cultura in ogni Comune con biblioteca, sale letture e studio per

studenti, sale per riunioni, esposizioni, corsi vari, palestra, Bar caffetteria;

d) una Casa di accoglienza per Anziani immersa nel verde in ogni Comune;

e) un asilo nido con acclusa ludoteca in ogni Comune;

f) un primo resort turistico/scuola alberghiera comunale sperimentale di medie

dimensioni;

g) ogni altra eventuale opera di pubblica utilità. Oltre alla costruzione delle strutture

appena elencate, le cooperative edilizie si dovranno occupare della manutenzione

ordinaria delle strade e di tutte le strutture già esistenti. I Centri Culturali, le Case di

accoglienza, gli asili e i resort turistici saranno ceduti in gestione a cooperative (o altre

forme associative) di disoccupati opportunamente formate.

Tutte queste strutture saranno usufruibili a prezzi simbolici pagabili in Nuraghes.

4- Un numero adeguato di Mercatini permanenti dell'usato per chiunque voglia comprare

o vendere capi d'abbigliamento, mobili, televisori, computer, telefonini, libri, oggettistica

et cetera. Tutto, naturalmente, di seconda mano.

5- Dei Mercati di auto usate, con officina meccanica, carrozziere, gommista, elettrauto ...

6- Fattorie/aziende agricole sparse su tutto il territorio regionale per l'allevamento di

bovini, pecore e capre, con annesso caseificio per la produzione di latticini e formaggi,

nel rispetto delle norme vigenti.

7- Un adeguato numero di cooperative dedicate al decoro urbano e alla cura delle zone

verdi.

8- Delle cooperative da dedicare al riciclaggio dei rifiuti, in previsione di poter in un futuro

prossimo sostituire il costoso ed inquinante incenerimento, magari affidandone la

gestione ad associazioni già attive in Sardegna (Comitato Cittadino Rifiuti Zero).

8- Delle Associazioni/cooperative archeologiche di provata competenza alle quali affidare

la manutenzione e valorizzazione dei numerosi siti di interesse, nuraghi ed altro, presenti

sul territorio regionale. Un enorme patrimonio archeologico troppo a lungo sottovalutato.

9)- Una indispensabile Associazione ecologica regionale che si occupi della difesa del

territorio dagli attacchi di multinazionali e altre aziende mascherate da Green Economy in

cerca di profitti.

Come funziona questo Circuito di Buoni Regionali?

La funzione dei Buoni Regionali è esattamente la stessa della moneta legale: facilitare gli

scambi di beni e servizi all'interno di una comunità. Le monete complementari si attivano

in presenza di una carenza di liquidità monetaria in circolazione.

I Nuraghes erogati come retribuzione del lavoro svolto dai nuovi occupati, circolano nella

comunità per facilitare le compravendite di prodotti alimentari, auto usate, mobili et

cetera, per poi rientrare nelle casse regionali o comunali in pagamento di beni (le case a

 

riscatto) e servizi (affitti di box e case, rette dell'asilo, della Casa d'accoglienza ...), a

completamento del circuito con l'accettazione e il riconoscimento del valore da parte

dell'Autorità istituzionale riconosciuta: la Regione o il Comune.

IL PROGETTO NURAGHES NON PUO' NON FUNZIONARE

Il funzionamento del progetto è assicurato dal fatto che i nuovi occupati produrranno con

il loro lavoro un'ampia gamma di prodotti (alimentari, case di abitazione, servizi) di cui

essi stessi usufruiranno, pagandoli con i Nuraghes con i quali vengono retribuiti. Non

potendo, in principio, essere spesi nel circuito commerciale privato già esistente, i

centomila disoccupati spenderanno obbligatoriamente le loro retribuzioni in Nuraghes nel

circuito di attività da loro stessi create e gestite. Considerando che ogni disoccupato

potrebbe ragionevolmente avere una compagna, un figlio o un anziano da mantenere, il

numero dei beneficiari e dei potenziali clienti dei Mercati e di tutte le attività

precedentemente elencate, ascende ad almeno duecentomila persone. Ciò significa che

i Mercati alimentari sparsi sull'isola dovranno sfamare quotidianamente duecentomila

persone: NON POSSONO NON FUNZIONARE.

I Nuraghes emessi come retribuzione del lavoro dei disoccupati saranno utilizzati per:

1- acquistare nei Mercati alimentari frutta, verdura e ortaggi prodotti dalle Cooperative

agricole o da altri produttori dell'intera regione: arance di Milis, olio di Seneghe, muggini e

bottarga di Cabras, meloni del Sinis, patate di Gavoi, cannonau di Mamoiada, Carignano

del Sulcis, prosciutto di Desulo, casizolu di Santulussurgiu, pecorino, pane carasau o il

pane appena sfornato nei forni dei Mercati regionali ...;

2- pagare mensilmente gli affitti o il riscatto delle case costruite per chi ne è sprovvisto;

3- pagare gli affitti (più o meno simbolici) dei box dei Mercati alimentari, le rette per le

Case d'accoglienza per gli anziani o per gli asili dei bambini ...

4- pagare gli acquisti nei Mercatini dell'usato, per la compravendita di auto di seconda

mano, nonché i servizi di elettrauto, carrozziere, gommista ...

5- spenderli nelle caffetterie, nelle pizzerie o nelle gastronomie presenti nei Centri di

Ristoro adiacenti ai Mercati. L'importante è assicurarsi che i nuovi occupati abbiano la

possibilità di ottenere con i frutti del proprio lavoro perlomeno l'indispensabile

alimentazione quotidiana, la casa di abitazione e l'abbigliamento per la propria famiglia.

Da tenere a mente che dopo un primo periodo iniziale di comprensibile diffidenza, anche

i commercianti cittadini inizieranno ad accettare i Nuraghes nei loro negozi, sapendo di

poterli spendere al Mercato civico, nel Centro di Ristoro locale, o in pagamento di altri

servizi, come appena accennato. In questo secondo momento i Nuraghes assumeranno

la reale funzione di una autentica Moneta fiduciaria (accettata volontariamente, non a

corso forzoso) complementare all'euro, con prevedibili benefici per l'intera comunità

sarda dati da un incremento della liquidità in circolazione.

Quale ruolo delle Istituzioni Regionali e Comunali, e quali costi?

In primo luogo, la Regione ed i Comuni partecipano al progetto con la loro Autorità

istituzionale, utile ad assicurare la necessaria fiducia dei partecipanti alla buona

realizzazione del programma. Quindi, con la concessione d'uso gratuita (o a prezzi

simbolici qualora fosse impossibile per vincoli burocratici) alle cooperative di terreni e

locali regionali o comunali eventualmente disponibili. Non si prevede di dover contare su

grandi contributi in denaro da parte delle Amministrazioni regionale e comunali, mentre

saranno sicuramente di grande aiuto la consulenza dei vari assessorati e le competenze

dei loro funzionari.

 

Quali benefici per la comunità?

I Nuraghes sono una soluzione parziale ma altamente efficace contro la programmata

scarsità di denaro in circolazione. Il sistema di controllo di denaro e finanza consente

l'accumulo di grandi capitali in poche mani, favorisce l'ingiusta ripartizione della ricchezza

e le enormi diseguaglianze finanziarie, il sorgere di povertà e il conseguente degrado

sociale ed economico. Il denaro raccolto localmente dalle banche sparse nel territorio,

con decisioni prese in centri di comando lontani da Manovratori senza volto, viene

indirizzato verso investimenti più redditizi in altri Paesi, privando le comunità della linfa

vitale.

La comprensione e creazione di un sistema di emissione di una valuta complementare

da affiancare a quella cosiddetta legale, porta indubbi benefici all’economia locale.

L’introduzione di un mezzo di pagamento che riempia il vuoto volutamente creato dalla

carenza di valuta ufficiale, permette che si riallaccino i rapporti tra produttori e

consumatori di prodotti locali, compratori e venditori, lavoratori e lavoro da svolgere. Tutti

rapporti obbligatoriamente interrotti per mancanza di denaro.

La valuta locale non emigra, viene spesa in loco dai membri della comunità che

acquistano e consumano le merci che essi stessi producono, ricoprendo quel doppio

ruolo di produttori/consumatori che permette un regolare e sano svolgimento del

processo economico.

Le tre fasi di produzione, distribuzione e consumo, non più interrotte dalla mancanza del

mezzo distributivo, possono essere portate a termine con grande giovamento di tutti i

membri della comunità. La diffusione delle monete locali è una realtà da sempre

presente ma poco pubblicizzata dalla stampa ufficiale di proprietà della Grande Usura,

per ostacolare la comprensione della funzione elementare del mezzo di scambio.

I vantaggi più immediati, oltre a quello di rimettere in moto il processo economico locale,

sono il coinvolgimento dei componenti della comunità con la partecipazione al potere

decisionale ed il recupero dell’autostima, la comprensione della elementare funzione

dello strumento monetario e la creazione di un’alternativa ai prestiti dei banchieri.

Possiamo scrollarci di dosso quel senso di impotenza che ci impedisce di poter reagire a

norme che privilegiano solo ed esclusivamente i grandi gruppi finanziari.

Considerazioni conclusive

Dal momento che dovremo affrontare immancabili difficoltà derivanti principalmente da

una prevedibile diffidenza iniziale e comprensibili resistenze dettate dalla scarsa

conoscenza concessaci della materia monetaria, nonchè dalla riluttanza a schierarsi

contro l'establishment e contro le tante disposizioni burocratiche da rispettare, sarà

fondamentale per la realizzazione del progetto la volontà politica di volerlo attuare.

Una Regione Sardegna (o le Amministrazioni Comunali) fermamente intenzionata a

prendere nelle proprie mani il futuro della nostra Terra meravigliosa facendo gli interessi

della popolazione locale, può, indipendentemente da aiuti esterni, realizzare e mantenere

localmente una buona qualità di vita.

Il benessere di una comunità è il risultato del talento, laboriosità e volontà delle persone

che ne fanno parte. Nessuno può conoscere il nostro territorio, i suoi problemi e le sue

esigenze meglio di noi che lo abitiamo. Credo che sarebbe ingenuo, oltreché inutile e

controproducente, continuare a restare in attesa che a Roma o a Bruxelles, risolvano per

noi i nostri problemi. Tutti assieme, popolazione, Amministrazione Regionale e Consigli

Comunali, possiamo migliorare notevolmente le condizioni di vita nella nostra Sardegna.

Con umiltà, ma anche grande determinazione. I tempi sono maturi per i cambiamenti

epocali già in atto in altri Paesi. Il Reddito di Cittadinanza, operante in quasi tutta Europa

mascherato da differenti denominazioni, è ormai una scelta obbligata, inevitabile

nell'attuale modello economico consumistico basato sul denaro. Se in una comunità

mancano i soldi per acquistare i beni prodotti, si fermano obbligatoriamente consumi e

produzione.

 

I nostri Nuraghes non sono altro che un reddito minimo garantito che ha la funzione di

liberare da ansia da sopravvivenza per paura di non farcela. Chi ha o ha avuto la

sventura di provarla, sa di cosa stiamo parlando. Nell'attuale sistema monetario il

Reddito di Cittadinanza rappresenta, senza ombra di dubbio, un diritto alla vita di ogni

Essere Umano: i Nuraghes hanno l'ulteriore pregio di dare al percettore la sensazione di

essersi dignitosamente guadagnato il compenso. Come in realtà avviene.

Un Universal Basic Income (Reddito Universale di Base), è imminente nelle economie

del mondo occidentale, dal momento che non ci sarà più lavoro per tutti, a causa

dell'avanzamento esponenziale della tecnologia, dell'Intelligenza Artificiale e del

proliferare dei robots che sostituiranno il lavoro umano.

Solidarietà, collaborazione, aiuto reciproco e sensibilità verso i meno fortunati sono

parole vuote se rimangono promesse elettorali, ma producono risultati sorprendenti

quando messe in atto in una comunità consapevole.

Cooperazione, non competitività, creata ad arte per dividerci.

Un popolo unito e autosufficiente nell'alimentarsi, è un popolo libero.

Non abbiamo euro?

Ci facciamo una moneta tutta nostra, un mezzo di scambio complementare all'euro, che

ci permetta di produrre, distribuire e consumare tutto ciò che dal nostro territorio si può

ottenere. Che è tanto.

Il denaro non è ricchezza. Ancor meno una moneta privata a debito (quale è l'euro),

imposta contro gli interessi delle masse e ad esclusivo beneficio di coloro che detengono

il monopolio della sua creazione dal nulla.

La vera ricchezza è data dal lavoro umano di trasformazione in beni materiali utili alla vita

delle risorse gratuitamente ed abbondantemente messeci a disposizione da Madre

Natura.

L'oro è il lavoro.

Il nostro benessere dipende dall'abilità che dimostreremo nell'utilizzare al meglio le

risorse disponibili sul territorio.

L'agricoltura è la base dell'economia.

Il turismo, il clima, le belle spiagge, i tesori archeologici, i cibi ricchi di sapori, l'artigianato,

la pace e un ritmo di vita a misura d'uomo sono i nostri valori aggiunti.

Risorse sostenibili e compatibili per un futuro sereno.

Ci attendiamo una comprensibile e generale diffidenza iniziale verso il Progetto

Nuraghes. Questo perché siamo purtroppo tutti vittime, più o meno inconsapevoli, della

quotidiana mistificazione della realtà dei fatti offerta dai media dei Padroni del Discorso.

Viviamo all'interno di una fiction fatta di giochi a premi televisivi, consigli per gli acquisti,

Hollywood e dogmi economici difficili da sgretolare. Non riusciamo a vedere soluzioni per

questa artefatta crisi finanziaria, non certo economica, che imperversa da dieci lunghi

anni, perché siamo di proposito tenuti ignoranti in materia monetaria. Non ritenendo

opportuno addentraci ora ulteriormente in questo tema di fondamentale importanza, mi

limito ad affermare che le soluzioni ci sono, e sono di una semplicità disarmante.

Ripeto: i Nuraghes sono una soluzione parziale ma altamente efficace alla programmata

scarsità di denaro in circolazione.

Invito coloro che lo prenderanno in esame, a rileggere con calma l'obiettivo del progetto

ogni qualvolta si sentano frenati da dubbi e comprensibili tentennamenti: la possibilità di

dare un aiuto concreto ed immediato ad un numero così consistente di nostri conterranei,

 

e con loro contribuire in maniera efficace al benessere dell'intera comunità, è un nobile

traguardo per il quale vale la pena impegnarci. Le buone intenzioni vengono premiate.

Una comunità, grande o piccola che sia, è un organismo che funziona armoniosamente

se ogni singolo organo dà il giusto contributo. Quando più organi si ammalano, l'intero

organismo ne risente. Ciascun membro della nostra piccola comunità rappresenta una

cellula del corpo fisico: se troppe cellule si ammalano, l'intero organismo starà male. Le

guerre e le continue esplosioni di violenza in una comunità mondiale malata di

globalizzazione forzata imposta dall'Alta Finanza apolide, con pochi multimiliardari che

vivono del lavoro di una moltitudine di disperati in guerra tra loro per la sopravvivenza, ci

mostrano chiaramente quale è la strada da non seguire.

La Regione Sardegna e le Amministrazione Comunali hanno il non facile compito di tener

fuori, per quanto possibile, miseria e sofferenza dalla nostra comunità. Stabilendo come

obiettivo primario quello del miglioramento della qualità di vita dei più disagiati, si può

ristabilire una buona armonia al suo interno, a beneficio di tutti. Niente è più appagante

per l'animo umano di dare una mano a chi, tra di noi, si trova in momentanea difficoltà.

Questo aiuto, per essere risolutivo, non può però essere elargito come pietosa e

occasionale elemosina, quanto piuttosto sotto forma di un lavoro dignitoso e duraturo.

Questa, è solamente una proposta iniziale assolutamente aperta ad ogni suggerimento,

correzione o anche stravolgimento che possa migliorarla: tutti assieme, ciascuno

secondo le proprie possibilità, possiamo contribuire alla creazione di un mondo

finalmente umano, cominciando dal non permettere che nessuno di noi sia abbandonato

a sé stesso nella sofferenza.

Con i meccanismi della grande truffa dell'emissione monetaria ormai svelata fin nei

minimi particolari, i tempi sono maturi perché le popolazioni abbiano accesso ad una vita

serena, libera da debiti, fallimenti da insolvenza, ansia da pignoramenti e preoccupazioni

per il futuro dei nostri figli.

PROGETTO NURAGHES

di Paolo Maleddu

 

https://paolomaleddu.com/

  • Nuraghes Circuito Buoni Comunali
  • Nuraghes Circuito Buoni Comunali

© 2020 by Fundhàda Nuraghes

(sito in costruzione)

 

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